“A” come Abito da Sposa
02/04/2018
organizzazione eventi verona
“C” come Confetti
02/04/2018

“B” come BON TON

Si dice “ che a tavola e a letto non c’è rispetto “, ma una tavola ben apparecchiata e’ sinonimo di
raffinatezza, educazione e buon gusto in una parola solo bon ton. Dimostra inoltre, l’ attenzione
che i padroni di casa rivolgono ai propri ospiti, ecco perché oggi impareremo, secondo il bon ton,
alcune regole fondamentali per non essere “ out of “ nelle nostre occasioni più importanti, dove la
tavola richiede un occhio di riguardo.

La tavola deve avere una capienza indispensabile a consentire ai commensali di essere a proprio
agio. Ma non deve neppure essere troppo grande, con distanze eccessive tra un invitato e l’altro,
in modo che questo non raffreddi la conversazione. Una volta appurato ciò, vediamo come si
allestisce.

LA TOVAGLIA

Prima di adagiare la tovaglia bisognerebbe coprire il tavolo con un apposito copri-tavolo per
proteggerlo dal calore e per attutire il rumore delle stoviglie. A questo punto viene posta la tovaglia
che può essere di lino o di cotone, mai di materiali sintetici, a tinta unita o con fantasie sobrie:
importante e’ che sia adatta per il genere di evento, più o meno elegante, e che si accompagni con
il servizio di piatti scelto.
In situazioni meno formali, mai per una cena importante, al posto della tovaglia si possono usare le
così dette “ tovagliette all’americana”, mai in fantasie difficili, molto di buon gusto le tinte unite e i
materiali naturali, una per ogni commensale. Naturalmente bisogna avere un bel tavolo per questo
tipo di servizio e visto che non potrà essere coperto dalla classica tovaglia, il pericolo di rovinarlo è
molto maggiore quindi bisogna valutare bene se è il caso di utilizzare questo genere di
apparecchiatura.
Per rendere più formale e bella l nostra tavola, un centrotavola darà più importanza alla nostra
mise en place . Anche in questo caso, il bon ton, detta che le composizioni floreali o di frutta
disposti in modo artistico vanno bene su qualsiasi tavola, mentre coppie di candelabri avranno più
valore su di un tavolo romantico.
La scelta del centrotavola comporta alcune attenzioni particolari: le composizioni floreali devono
avere una altezza e un ingombro che consenta movimenti fluidi e non impedisca la vista e il
dialogo fra i commensali. Solo dopo il tramonto si possono accendere i candelabri, che devono
avere la fiamma ondeggiante ad una altezza giusta che non sia allo stesso livello degli occhi degli
ospiti.

I PIATTI

I piatti, posati sopra ai sottopiatti o direttamente sulla tovaglia, devono avere uguale distanza l’uno
dall’altro. Se gli stessi sono decorati con disegni, fregi, stemmi, devono essere rivolti verso il bordo
del tavolo, in modo che chi sta seduta li possa vedere nella loro posizione corretta. Per le pietanze
calde, i piatti, vanno sempre serviti tiepidi.
Quando il servizio è effettuato da uno o più camerieri si apparecchia un solo piatto – a pranzo se
c’è la minestra in brodo si mettono anche i piatti fondi o le tazze per il consommé – e i camerieri
provvedono a cambiare i piatti per le altre portate. In ricevimenti senza servizio, si possono
apparecchiare fino a tre piatti, antipasto, primo e secondo. Il resto dei piatti dovranno essere a
portata di mano su un tavolino o su un carrello.
Ovviamente il numero di piatti e di posate necessarie varia a seconda delle portate del menu. La
loro posizione e’ comunque fissa: alla sinistra del piatto le forchette, nell’ordine quella normale e
quella da pesce; alla destra i coltelli, normale e da pesce, con la lama rivolta verso il piatto, e il
cucchiaio da minestra.

LE POSATE

Per il dessert, le posate, si dispongono orizzontalmente davanti al piatto, la forchetta con il manico
volto verso sinistra e il cucchiaio verso destra. Tra i due può essere inserito anche il coltello da
frutta nello stesso senso del cucchiaino.
Oggi non si usa più apparecchiare le posate con i rebbi delle forchette e l’incavo del cucchiaio
all’ingiù a meno che non si disponga di un servizio di particolare pregio. Un tempo, infatti, questa
disposizione era di regola per mostrare le cifre incise sulle posate.

 

I BICCHIERI

I bicchieri vanno posti leggermente a destra del piatto davanti al coltello. Devono essere almeno
due, uno per l’acqua più grande e, alla sua destra, uno per il vino più piccolo. Se si servono più vini
il numero dei bicchieri aumenta, ma vanno sempre posti a destra di quello per l’acqua e non
possono essere più di quattro, inclusi acqua e champagne. Quando si pasteggia a champagne i
bicchieri da sparecchiare saranno solamente due: uno da acqua e uno da champagne.

ACCESSORI E COMPLEMENTI

La posizione del tovagliolo può essere sopra al piatto o a fianco delle posate: alcuni lo mettono a
destra, altri a sinistra. Meglio evitare improvvisate artistiche.
In situazioni cerimoniali, il bon ton insegna che davanti ad ogni coperto si mette un cartellino con il
nome del commensale. L’ uso dei segnaposto è consigliabile soprattutto in eventi numerosi
poiché sottrae gli ospiti all’imbarazzo della scelta del posto e permette ai padroni di casa di
stabilire preventivamente dove far accomodare ciascuno nel rispetto delle norme del bon ton.
Il pane viene servito al tavolo in appositi cestini porta pane. In pranzi molto formali il pane viene
servito al tavolo dal personale di sala e adagiato nel piattino per il pane alla sinistra del piatto da
portata davanti alle forchette.
Sulla tavola ci devono essere sempre sale e pepe. Per pranzi informali basta una sola saliera e un
solo macinapepe, mentre nelle occasioni importanti viene apparecchiata una piccola saliera ed un
porta pepe tra due piatti.
La formaggiera, le mezzelune da insalata, sono sempre da posizionare alla sinistra di ogni
piatto, solo se e quando sono necessari la salsiera o le coppette lavadita vengono portati a
tavola.
A tutte le apparecchiature, insegna il bon ton, si dovranno aggiungere, ove è necessario, le posate
per il pesce, obbligatorie quando si servono pietanze di questo tipo.

COLAZIONE NORMALE


1 piattino da burro
2 coltello da burro
3 bicchiere da acqua
4 bicchiere da vino
5 cucchiaio da frutta (o coltello da formaggio)
6 forchetta da formaggio o da frutta
7 forchetta 1^ pietanza
8 forchetta 2^ pietanza
9 tovagliolo
10 piatto piano
11 coltello

PRANZO NORMALE


1 piattino per il pane
2 bicchiere da acqua
3 bicchiere da vino rosso
4 bicchiere da vino bianco
5 bicchiere da vino dessert
6 cucchiaio da dolce
7 forchetta da dolce o frutta
8 tovagliolo
9 forchetta 1^ portata
10 forchetta 2^ portata
11 piatto
12 coltello
13 cucchiaio per la minestra

PRANZO ELEGANTE

1 piattino per il pane
2 bicchiere da acqua
3 bicchiere da vino rosso
4 bicchiere da vino bianco
5 bicchiere da vino dessert
6 cucchiaio da dolce
7 (eventuale coltello da dolce o frutta)
8 forchetta da dolce o frutta
9 tovagliolo
10 forchetta 1^ portata
11 forchetta 2^ portata
12 piatto
13 coltello
14 cucchiaio per il consommé
15 piatto ed eventuale tazza per il consommé

 

Ci sono poi molte versioni interessanti sul come imparare o insegnare il bon ton della
tavola perfetta, non tutti siamo capaci di improvvisare seguendo una logica, ma tutti o
quasi tutti possiamo seguire una guida visiva.
Ecco allora, che rovistano tra le mie vecchie ricerche di scuola, ho ritrovato queste
interessanti “ guide al bon ton della tavola perfetta “ , ossia delle divertenti immagini dove,
anche chi non ha un innato senso del ricevere, può impararlo in modo rapido e divertente.
A Londra, nei così detti “ trendy restaurants “ questo tipo di galateo può diventare un
divertentissimo MANU’ o una utilissima TOVAGLIETTA ALL’AMERICANA, in entrambi i
casi potrà diventare un intelligente percorso descrittivo al bon ton della tavola perfetta.
Buon appetito .

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